Composizione

Principi attivi

Metolazonum.

Sostanze ausiliarie

Lactosum monohydricum 53 mg, Cellulosum microcristallinum, Carmellosum natricum conexum, Natrii stearylis fumaras, corresp. max. 0.63 mg Natrium.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse divisibili da 5 mg di metolazone.

Indicazioni/possibilità d’impiego

  • Edemi nelle malattie renali, tra cui la sindrome nefrosica e le condizioni con disturbi della funzionalità renale.
  • Edemi nell’insufficienza cardiaca.

Posologia/impiego

Avvertenza importante: la biodisponibilità di Metolazon Galepharm può differire da quella di altri preparati a base di metolazone (cfr. «Farmacocinetica»). Pertanto, le posologie raccomandate (espresse in mg) possono differire da quelle di altri preparati a base di metolazone. Potrebbe essere necessario un adeguamento della dose e, quando si passa da Metolazon Galepharm compresse a un altro preparato a base di metolazone o viceversa, si raccomanda una titolazione individuale basata sulla risposta e sulla tollerabilità del paziente.

In generale, il metolazone deve essere somministrato una volta al giorno. Metolazon Galepharm deve essere assunto sempre alla stessa ora, assieme a un pasto, ad esempio sempre con la prima colazione.

Le seguenti posologie di Metolazon Galepharm sono indicative:

Adulti

Edemi nelle malattie renali e nell’insufficienza cardiaca: 2.5–5 mg/giorno.

La terapia deve essere avviata con una dose iniziale di 2.5 mg/giorno e la posologia va adeguata alla risposta individuale del paziente. Una volta raggiunto l’effetto terapeutico desiderato, si può prendere in considerazione una riduzione della dose di mantenimento.

Nei pazienti con dispnea parossistica notturna, è possibile garantire una diuresi sostenuta per 24 ore con una posologia rientrante nella fascia superiore dell’intervallo di dosaggio indicato.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Il metolazone deve essere usato con cautela nei pazienti con grave insufficienza renale (cfr. «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Il metolazone deve essere usato con cautela nei pazienti con grave insufficienza epatica (cfr. «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Pazienti con disturbi dell’equilibrio elettrolitico

Il metolazone deve essere usato con cautela nei pazienti con disturbi elettrolitici già presenti. È necessario un attento monitoraggio dell’equilibrio idro-elettrolitico (cfr. «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Pazienti anziani

Il metolazone deve essere usato con cautela nei pazienti anziani (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l’efficacia nei pazienti sotto i 18 anni non è dimostrata.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo (metolazone), ai derivati sulfonamidici, ai tiazidici o a una delle sostanze ausiliarie.
  • Anuria
  • Coma epatico o stati precomatosi.
  • Gravi disturbi dell’equilibrio elettrolitico.

Avvertenze e misure precauzionali

Disturbi della funzionalità renale

Il metolazone deve essere usato con cautela nei pazienti con disturbo grave della funzionalità renale. La funzionalità renale va regolarmente monitorata. Se l’azotemia e l’oliguria peggiorano durante il trattamento di pazienti con grave malattia renale, il metolazone deve essere interrotto.

Disturbi della funzionalità epatica

Nell’insufficienza epatica grave, l’ipokaliemia indotta dai diuretici può causare un’encefalopatia.

Disturbi dell’equilibrio idro-elettrolitico

L’equilibrio idro-elettrolitico deve essere attentamente monitorato durante il trattamento con Metolazon Galepharm, come anche con altri diuretici. La determinazione degli elettroliti sierici e urinari è importante, soprattutto in caso di vomito intenso, severa diarrea o apporto di liquidi per via parenterale. I segni che indicano uno squilibrio elettrolitico sono: secchezza delle fauci, sete, debolezza, letargia, stordimento, irrequietezza, dolori o crampi muscolari, affaticamento muscolare, ipotensione arteriosa, oliguria, tachicardia e disturbi gastrointestinali, quali nausea e vomito. Il monitoraggio degli elettroliti sierici è indicato anche nei pazienti anziani, nei pazienti con ascite dovuta a cirrosi epatica o con edemi dovuti a una sindrome nefrosica. In quest’ultima situazione, il metolazone deve essere usato solo sotto stretto monitoraggio nei pazienti normokaliemici e senza segni di deplezione volumetrica o di grave ipoalbuminemia.

Il rischio di disturbi elettrolitici è aumentato quando vengono somministrate dosi elevate di metolazone.

Raramente, subito dopo l’inizio del trattamento può comparire una grave iponatriemia/ipokaliemia.

Il rischio di ipokaliemia è aumentato nei pazienti con cirrosi epatica, nei pazienti con intensa diuresi, nei pazienti con inadeguato apporto orale di elettroliti e nei pazienti in terapia concomitante con corticosteroidi, diuretici, ACTH o digitalici o che presentano segni di malattia coronarica, a meno che non ricevano anche un ACE-inibitore. Inoltre, nei pazienti in trattamento con un agonista beta-adrenergico a dosi elevate e in tutti i casi in cui la concentrazione sierica di potassio è inferiore a 3.0 mmol/l.

I segni clinici della carenza di potassio sono, ad esempio, debolezza muscolare, paresi o alterazioni dell’ECG.

In tutti i casi di trattamento combinato, monitorare attentamente il mantenimento o la normalizzazione del bilancio del potassio. L’ipokaliemia deve essere corretta con la somministrazione aggiuntiva di diuretici risparmiatori di potassio, preparati a base di potassio o integratori salini contenenti potassio (ad es. KCl per via orale), oppure il metolazone deve essere interrotto.

Può comparire un’iperkaliemia, soprattutto in presenza di un disturbo della funzionalità renale e/o insufficienza cardiaca e nel diabete mellito. Nei pazienti a rischio, si raccomanda un adeguato monitoraggio del potassio sierico.

Un’iponatriemia può comparire in qualsiasi momento durante la terapia a lungo termine e, in rari casi, può essere pericolosa per la vita. L’iponatriemia è accompagnata da sintomi neurologici (nausea, debolezza, crescente disorientamento, apatia).

Può comparire anche un’alcalosi ipocloremica (ipocloremia) e sono stati riportati anche casi di ipomagnesiemia.

I diuretici affini al metolazone (tiazidici) possono ridurre l’eliminazione renale di calcio e causare un leggero aumento transitorio del calcio sierico, anche in assenza di disturbi noti del metabolismo del calcio. Una marcata ipercalcemia può indicare un iperparatiroidismo latente. Prima di effettuare i test di funzionalità paratiroidea, la terapia con metolazone deve essere interrotta.

Attacchi di gotta

Come con altri diuretici, anche con il metolazone possono comparire azotemia e aumento dei valori di acido urico. In rari casi, sono stati riportati attacchi di gotta in persone con gotta nota dall’anamnesi.

Versamento coroidale, miopia acuta e glaucoma ad angolo chiuso secondario

Le sulfonamidi e i derivati sulfonamidici possono provocare una reazione idiosincratica che causa un versamento coroidale con difetto del campo visivo, miopia transitoria e glaucoma acuto ad angolo chiuso. I sintomi comprendono perdita acuta della vista o dolori oculari e compaiono in genere entro poche ore o settimane dall’inizio della terapia. Il glaucoma ad angolo chiuso non trattato può portare alla perdita permanente della vista. La terapia primaria consiste nell’immediata sospensione del medicamento. Se la pressione intraoculare rimane elevata, prendere in considerazione un trattamento medico immediato o un intervento chirurgico. I fattori di rischio di glaucoma (acuto) ad angolo chiuso possono includere un’anamnesi di allergia alle sulfonamidi o alla penicillina.

Lupus eritematoso

In seguito al trattamento con derivati sulfonamidici, si è osservata un’esacerbazione o un’attivazione di lupus eritematoso sistemico.

Porfiria

I tiazidici sono stati associati ad attacchi acuti di porfiria, anche se ciò non è stato riportato per Metolazon Galepharm. Si raccomanda cautela quando il metolazone viene utilizzato in pazienti affetti da porfiria.

Metabolismo del glucosio

Il metolazone ha solo un debole effetto sul metabolismo del glucosio. Il metolazone può aumentare la glicemia e causare glicosuria e iperglicemia nei pazienti con diabete mellito o diabete latente. Pertanto è necessario controllare regolarmente la glicemia (cfr. «Interazioni»).

Popolazione pediatrica

Non sono disponibili esperienze sull’uso di Metolazon Galepharm nei pazienti sotto i 18 anni.

Valori di laboratorio

È stato segnalato che i diuretici tiazidici e simil-tiazidici influiscono negativamente sul profilo lipidico plasmatico, aumentando il colesterolo VLDL o LDL e i trigliceridi; questo, però, non è stato riportato per il metolazone. La rilevanza clinica di questi dati non è chiara.

Sostanze ausiliarie

Metolazon Galepharm contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere Metolazon Galepharm.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compresse, ossia è pressoché «privo di sodio».

Interazioni

Sistema adrenergico e colinergico

Per diuretici simili al metolazone, è stato riportato che questi medicamenti causano un aumento della risposta alla tubocurarina (non omologata in Svizzera) e una riduzione della reattività arteriosa alla noradrenalina; tuttavia, per il metolazone non sono disponibili osservazioni di questo tipo. Un’ipokaliemia da diuretici può aumentare il blocco neuromuscolare dei medicamenti curariformi. L’effetto più grave sarebbe una depressione respiratoria, che può portare all’apnea. La posologia di questi medicamenti deve, quindi, essere attentamente adeguata nei pazienti in trattamento con metolazone che devono sottoporsi a intervento chirurgico.

Antipertensivi

In caso di somministrazione concomitante di metolazone e antipertensivi, si raccomanda cautela, soprattutto nella fase iniziale del trattamento, a causa del rischio di ipotensione. La posologia deve essere eventualmente adeguata. È stato riportato un peggioramento della funzionalità renale con la somministrazione concomitante di ACE-inibitori, antagonisti dell’angiotensina II e antagonisti dell’aldosterone.

Alcol, barbiturici e narcotici

Con il metolazone, può comparire ipotensione ortostatica, che può essere potenziata da alcol, barbiturici e narcotici.

Diuretici (ad es. diuretici dell’ansa, come la furosemide)

L’uso concomitante di furosemide e probabilmente anche di altri diuretici dell’ansa può potenziare notevolmente l’effetto del metolazone e portare a gravi disturbi dell’equilibrio elettrolitico (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Glicosidi cardiaci

L’ipokaliemia può aumentare il rischio di tossicità da digitalici, con aumento del rischio di gravi aritmie cardiache. In caso di somministrazione concomitante di preparati digitalici, potrebbe essere necessario adeguare la loro posologia (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Antiaritmici (ad es. sotalolo)

La somministrazione concomitante di sotalolo e di un diuretico non risparmiatore di potassio (ad es. furosemide, idroclorotiazide) o di altri medicamenti che comportano una perdita di potassio o magnesio, può aumentare la comparsa di aritmie cardiache indotte da ipokaliemia (sincope, prolungamento dell’intervallo QT).

Corticosteroidi e ACTH

I corticosteroidi e l’ACTH possono aumentare il rischio di ipokaliemia e aumentare la ritenzione idroelettrolitica.

Antinfiammatori non steroidei (FANS) e salicilati

I salicilati e altri antinfiammatori non steroidei (FANS) possono attenuare l’effetto diuretico e natriuretico del metolazone in alcuni pazienti. Con la somministrazione concomitante di FANS, è stato riportato un peggioramento della funzionalità renale.

Medicamenti contro la gotta

Potrebbe essere necessario adeguare la posologia dei medicamenti contro la gotta, poiché i tiazidici possono aumentare i livelli sierici di acido urico (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Potrebbe essere necessario un aumento della posologia di probenecid o di sulfinpirazone (non omologato in Svizzera). La somministrazione concomitante di tiazidici può aumentare la comparsa di reazioni di ipersensibilità all’allopurinolo.

Sali di calcio

I tiazidici possono aumentare i livelli sierici di calcio, a causa della loro ridotta eliminazione. Se vengono prescritti integratori di calcio o medicamenti risparmiatori di calcio (ad es. terapia con vitamina D), monitorare i livelli di calcio sierico e adeguare di conseguenza il dosaggio del calcio.

Litio

La somministrazione concomitante di litio e tiazidici può aumentare i livelli sierici di litio, con conseguente intossicazione da litio. I livelli di litio devono essere monitorati nei pazienti in terapia con litio che ricevono anche metolazone.

Antidiabetici (compresa l’insulina)

Può essere necessario adeguare il dosaggio dell’insulina o degli antidiabetici orali (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). È stato anche riportato che l’effetto ipoglicemizzante delle sulfoniluree può essere potenziato dalla somministrazione concomitante di metolazone.

Ciclosporina

La somministrazione concomitante di metolazone e ciclosporina può determinare un aumento della creatinina sierica.

Reazioni crociate con altri medicamenti

Possono comparire delle reazioni crociate nei pazienti allergici ai sulfonamidici o ai tiazidici.

Anticoagulanti

Come altri medicamenti similtiazidici, il metolazone può influire sull’effetto ipoprotrombinemico degli anticoagulanti. È stato riportato un prolungamento del tempo di sanguinamento con l’uso concomitante di metolazone e warfarin (non omologato in Svizzera).

Substrati del CYP3A4

Non è noto se il metolazone possa influenzare le concentrazioni plasmatiche di medicamenti somministrati in concomitanza, tramite inibizione o induzione di enzimi metabolizzatori come il citocromo (CYP) P450. Pertanto, si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante di substrati del CYP450 con uno spettro terapeutico ristretto.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Sono presenti chiari segni di rischi per il feto umano. Il metolazone può ridurre la perfusione placentare e attraversa la barriera placentare. I tiazidici e i diuretici correlati possono passare al feto e causare uno squilibrio elettrolitico. L’uso di tiazidici e diuretici correlati durante la gravidanza è associato al rischio di ittero fetale o neonatale o di trombocitopenia. Per questo, il metolazone non deve essere somministrato durante la gravidanza, a meno che non sia chiaramente necessario.

Allattamento

I diuretici tiazidici e simil-tiazidici possono passare nel latte materno e inibire l’allattamento. Perciò, il metolazone non deve essere usato durante l’allattamento, a meno che non sia chiaramente necessario.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi sull’effetto del metolazone sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine.

Il trattamento con metolazone può causare affaticamento, stordimento o capogiri, che possono compromettere la capacità di condurre un veicolo e/o di utilizzare attrezzi o macchine.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati associati al metolazone sono classificati secondo la classificazione sistemica organica con le seguenti frequenze: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10’000, <1/1000), «molto raro» (<1/10’000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune:Leucopenia.
Raro:Anemia aplastica o ipoplastica, agranulocitosi, trombocitopenia.

Disturbi del sistema immunitario

Raro:Reazioni allergiche, comprese quelle anafilattiche.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune:Ipokaliemia, iponatriemia, ipomagnesiemia, ipocloremia (alcalosi ipocloremica), iperuricemia, iperglicemia.
Raro:Ipercalcemia, ipofosfatemia.

Disturbi psichiatrici

Raro:Depressione psicotica, confusione.

Patologie del sistema nervoso

Comune:Mal di testa, capogiri, affaticamento.
Raro:Neuropatia, vertigini, parestesie, letargia, stordimento, debolezza, agitazione (a volte fino all’insonnia), apatia, crisi convulsive, encefalopatia epatica.

Patologie dell’occhio

Raro:Transitoria visione confusa.
Non nota:Versamento coroidale.

Patologie cardiache

Raro:Tachicardia, dolori toracici, palpitazioni.

Patologie vascolari

Comune:Ipotensione, sindrome ortostatica.
Non comune:Vasculite.
Raro:Sincope, trombosi venosa.

Patologie gastrointestinali

Comune:Nausea, vomito, stipsi, diarrea.
Raro:Dolori addominali, anoressia, meteorismo.
Non nota:Secchezza delle fauci

Patologie epatobiliari

Raro:Epatite, colestasi intraepatica, pancreatite.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune:Esantema incl. orticaria.
Raro:Necrolisi epidermica tossica (TEN), sindrome di Stevens-Johnson (SJS), porpora, dermatite (fotosensibilità).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune:Dolori muscolari, crampi muscolari.
Non comune:Dolori articolari, gotta.

Patologie renali e delle vie urinarie

Comune:Azotemia, glicosuria.
Raro:Insufficienza renale (da disidratazione), oliguria.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Raro:Disfunzione erettile.

Patologie generali

Comune:Sete.
Raro:Brividi.

Esami diagnostici

Comune:Aumento dell’urea nel siero, aumento della creatinina nel siero.
Raro:Aumento del colesterolo LDL, aumento dei trigliceridi.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Sintomi

In caso di sovradosaggio, possono comparire disidratazione e disturbi elettrolitici (principalmente iponatriemia, ma anche perdita di potassio e magnesio). I sintomi comprendono sete, nausea, vomito, disorientamento, sonnolenza, mal di testa, crampi muscolari, ipotensione arteriosa e (nei casi gravi di ipokaliemia) anche aritmie.

Terapia

Entro la prima ora dall’ingestione, la somministrazione di carbone attivo (1 g/kg di peso corporeo) può ridurre l’assorbimento. Successivamente, bisogna garantire un’adeguata idratazione e la correzione dei disturbi elettrolitici.

Proprietà/effetti

Codice ATC

C03BA08

Meccanismo d’azione

Il metolazone è un diuretico sulfonamidico e presenta un meccanismo d’azione simile a quello dei tiazidici. Il metolazone riduce il riassorbimento del sodio nei tubuli renali, ma agisce principalmente nel tubulo contorto distale. La potenziata eliminazione di sodio è associata anche a un aumento della perdita di cloruri e di acqua.

Farmacodinamica

Al dosaggio terapeutico ottimale, il metolazone raggiunge all’incirca la stessa efficacia diuretica dei diuretici di tipo tiazidico. Siccome il metolazone agisce principalmente a livello del tubulo contorto distale, la velocità di filtrazione glomerulare (GFR) viene solo lievemente influenzata, per cui il medicamento può essere utilizzato anche nei pazienti con GFR ridotta. Il metolazone può stimolare la diuresi nei pazienti con GFR molto bassa (inferiore a 20 ml/min).

La diuresi inizia di regola entro la prima ora dalla somministrazione e dura 12–24 ore, a seconda del dosaggio. L’effetto massimo viene raggiunto dopo circa 2 ore.

Con il dosaggio antipertensivo, l’effetto si può osservare già 3–4 giorni dopo l’inizio della terapia. L’effetto ottimale viene raggiunto dopo 3–4 settimane.

Efficacia clinica

Non sono stati condotti studi clinici propri con Metolazon Galepharm. L’efficacia clinica del metolazone è ampiamente documentata in letteratura.

Farmacocinetica

Assorbimento

Il metolazone viene assorbito quasi completamente nel tratto digerente. La concentrazione plasmatica massima viene raggiunta in media dopo 2 ore. La velocità e l’entità dell’assorbimento dipendono dalla formulazione. L’effetto della concomitante assunzione di cibo sulla biodisponibilità di Metolazon Galepharm non è stato studiato. Per ridurre al minimo la variabilità nei singoli pazienti, la compressa deve essere assunta sempre alla stessa ora con un pasto, ad esempio sempre con la prima colazione (cfr. «Posologia/Impiego»).

Distribuzione

Il volume apparente di distribuzione è di 113 L/kg; la sostanza si lega al 95% agli eritrociti e alle proteine plasmatiche. Il metolazone attraversa la barriera placentare e passa nel latte materno.

Metabolismo

Il metolazone non viene praticamente metabolizzato; i metaboliti che si formano si sono dimostrati non tossici.

Eliminazione

L’80–95% della dose somministrata viene eliminata per via renale in forma immutata con un’emivita di 8–10 ore. La percentuale rimanente compare nelle feci. Siccome la clearance del metolazone è parallela a quella della creatinina, l’eliminazione è rallentata in presenza di insufficienza renale.

Dati preclinici

Non sono disponibili studi preclinici di rilievo.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Non conservare a temperatura superiore a 30 °C. Conservare nella confezione originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell’omologazione

56468 (Swissmedic).

Confezioni

Metolazon Galepharm 5 mg, compresse divisibile: confezione da 20 e 100 compresse. (B)

Titolare dell’omologazione

Galepharm AG, Zurigo.

Stato dell’informazione

Luglio 2023.